La solitudine di Melanzana con il naso – Un omaggio a Paul Bocuse

20180122_185403 - Copia

– Ha la febbre?
– Nel cuore. Ho la febbre nel cuore. Non passa mai.
– Ha provato con un’aspirina?
– Ho la febbre nel cuore. Incurabile.
– Perché?
– Ha mai provato ad essere una melanzana con il naso tra migliaia, milioni, miliardi, trilioni, settiliardi… di melanzane senza naso?
– Ma… io…
– No. Lei non ci ha mai provato. Lei vive tra umani dotati di naso. Miliardi di umani con miliardi di nasi appiccicati sulla faccia. Miliardi di nasi tutti diversi ma tutti maledettamente uguali, voi umani, tutti con il vostro naso spiaccicato nello stesso medesimo posto tra due occhi, sopra una bocca. Non uno senza naso. Che fantasia. Neppure uno con il naso al posto degli occhi, della bocca o due nasi al posto delle orecchie, neppure uno con un naso senza narici o con un naso piantato sopra la testa o imbucato dentro l’ombelico. Neppure uno con un naso a lama rotante, a spillo, trasformabile, toglibile, con un naso di riserva, con un naso in affitto, in leasing. Neppure uno con un naso di gomma, di ferro o malachite, neppure uno con un naso di ceramica, scintillante di vetro e argento, un naso d’oro, di acciaio, malleabile di pongo, puzzolente di cacca, friabile di wafer, di cono gelato, naso a rapanello, zucchino, a peperone, naso di Mastro Ciliegia, naso di Uomo di Latta. Siete tutti forniti di nasi ricoperti di pelle, pelle umana sfumata in mille gradazioni dal marrone scuro al pallido incolore. Nessuno si sbellica additandola! A me, sganasciandosi dalle risate, urlano “Guardate! Una melanzana con il naso!” Voilà! Io vivo con il mio naso di melanzana tra miliardi di melanzane senza naso che mi squadrano, soppesano, mi criticano, mi saccagnano, tagliuzzano, mi feriscono. Nel cuore.
– Perché?
– Perché sono diversa. D I V E R S A!
– Ma… io vi ho notato proprio per il vostro naso all’insù alla francese! Mon Dieu, comment c’est chic! Un’appendice irriverente tra i vostri piccoli occhi rossi a spillo, un design perfetto di morbida curvatura, un’intuizione geniale utile per appendere piccoli oggetti di uso quotidiano, une petite pochette o un petit portefeuille, una piccola boîte de bonbons…
– … anche penne e matite colorate, fiori e un cappellino nuovo, dei piccoli libri, un mini dizionario di francese per gustarmi appieno le sue parole…
– Ça va sans dire! Ma petite aubergine au petit nez français! Gustarti, parfait! Je vais te goûter… j’adore les aubergines cuites à la Paul Bocuse… ti gustai per la prima volta a Collonges-au-Mont-d’Or (1) … eri meravigliosamente cucinata da Bocuse… in persona… ça va sans dire!
… maintenant je vais te goûter de nouveau…

(1) Vi si trova il ristorante di Paul Bocuse (1926 – 2018), tre stelle Michelin dal 1965

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...